Boulder
Bouldering a Triora
di Stella Marchisio e Christian Core
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Triora è un antico paese medioevale nell’entroterra ligure a circa 30 km da Arma di Taggia, divenuto famoso per i fatti di stregoneria accaduti nel medioevo. Non è solo un luogo di antichi sortilegi, bensì una valle molto accogliente, adatta a trascorrere delle belle giornate all’insegna dello sport e anche di belle mangiate e bevute insieme agli amici.
Il tema “streghe” è richiamato ovunque nell’atmosfera che si respira in questa cittadina, vale sicuramente la pena visitare il museo in centro al paese, dove è raccontata la storia di come vivevano e di come con tanta violenza sono state sterminate.
Vi è ancora ben conservato il vecchio percorso che collega le case al paese dove si incontrano molti negozietti che vendono prodotti locali caratteristici.
Per fortuna Triora non è solo un luogo che ricorda terribili torture, è inserita in un contesto molto rilassante dove si possono praticare molte attività sportive, dal trekking, alla mountain bike, all’arrampicata sia sul paretone che risale la valle, che nei massi lisciati dall’acqua che troviamo in fondo al fiume. Le rocce Trioresi, si sono dimostrate molto generose per noi boulderisti, rilasciando negli anni numerosi blocchi che sono rotolati e si sono distribuiti un po’ ovunque, creando così un’area perfetta per tutte le esigenze. Quindi mettete da parte aglio e amuleti, munitevi di un crash-pad e allacciatevi le scarpette d’arrampicata perché Triora ci offre un’ottima roccia calcarea molto compatta per il bouldering.
Grazie ad un lavoro di pulizia e perlustrazione da parte di molti amici, come Roberto, Stella, il local Davide, e altri, sono stati preparati circa 160 passaggi di tutte le difficoltà ; dai più facili di 2°, 3°, 4°, ai più duri, con stili differenti; strapiomboni, pance, placche, ecc… per ora valutati massimo 8b “The witch” (per gli amanti dell’alta intensità) .
Rimangono comunque ancora alcuni projects da liberare.
I blocchi sono molti e di altezze variabili da 3 a 10 metri, alcuni si possono provare anche con la corda dall’alto. Tutta l’area si sviluppa sotto il paretone soprastante, partendo in prossimità del ponte divenuto famoso per i coraggiosi salti con l’elastico (e da alcuni purtroppo anche senza), costeggia il fiume e risale la valle.
Il tipo di roccia è il calcare, però, dopo numerosi anni di piogge e innalzamenti del livello dell’acqua, è differente dal solito che tutti noi siamo abituati ad immaginare. Si tratta di una qualità molto compatta e nel tempo modellata dall’ acqua a suo piacimento fino a trasformarla spesso in “lavagne” lisce a volte insalibili. Il tipo di scalata è molto di “sensazione”, è un ottima scuola per migliorare la sensibilità delle dita e soprattutto dei piedi. Per questo le prime volte che ci si avventura, le quotazioni possono sembrare un po’ “pazze”, ma è solo perché bisogna abituarsi a questo stile differente e soprattutto non porsi degli obbiettivi il primo giorno di arrampicata.
Alcuni passaggi, (per fortuna pochi) circa una decina, “mutano” di anno in anno. A causa delle alluvioni invernali il fiume trasporta nuove pietre, che fermandosi sotto alcuni blocchi alzano le basi rendendoli quasi impraticabili. Allo stesso modo a volte le levano, dando libero accesso all’acqua, che si impossessa di nuovi spazzi per creare ulteriori laghetti. Raramente, deposita sopra enormi tronchi pesantissimi che diventano parte integrante del tutto e per fortuna, una volta sola, si è anche concesso di ribaltarci addirittura un intero gigantesco sasso...
Si può scalare tutto l’anno, però è consigliabile il periodo che va dalla primavera all’autunno; nelle giornate più calde è possibile rilassarsi facendo il bagno vicino ai blocchi. D’estate, dopo le tre l’intera area va in ombra e scende dalle montagne un’arietta fresca ideale per affrontare passaggi che richiedono un’attenta scalata di sensazione.
L’inverno invece rimane per i più coraggiosi, però considerate che il livello dell’acqua è sicuramente più alto e quindi a volte può risultare impossibile attraversare il fiume e raggiungere di conseguenza i blocchi siti dall’altra sponda. Attenti al ghiaccio, inoltre l’ombra arriva presto e spesso diventa difficile arrampicare per il troppo freddo.
Durante tutto il resto dell’anno Triora è un ottimo posto dove trascorrere il tempo in compagnia di amici e della famiglia, anche se non condividono interessi scalatori, potranno ugualmente apprezzare la pace e l’armonia di quest’oasi immersa
in una “lontana” valle a trenta chilometri dal mare.
Esistono diverse soluzioni economiche per mangiare e dormire, si trova un po’ per tutti i prezzi, altrimenti è possibile anche campeggiare gratuitamente sopra il parcheggio delle aree d’arrampicata che è provvisto di un’area pic-nic dove si possono montare le tende. In centro al paese prima del bar ci sono i bagni pubblici. Il locale più vicino alle rocce è sicuramente la trattoria del ponte che offre a prezzi molto buoni delle valide rifocillate, inoltre il figlio dei gestori, Davide, è il vero local del posto che conosce tutti i blocchi dell’area. A pochi metri dalla trattoria c’è una fontana di acqua potabile comoda per chi scegliesse di campeggiare.
Accesso Area:
Arrivati al paese di Triora girare a sinistra per una discesa, (seguire il cartello “palestra di roccia”), arrivare al ponte del bungee-jumping, girare a destra verso l’unica trattoria (che vi consigliamo a fine giornata), seguire per un minuto un breve tratto di strada che risale il fiume e costeggia delle rocce. Lasciare la macchina al grosso parcheggio sterrato sulla sinistra davanti ad un evidente cartello in legno con scritto “centro di arrampicata”, da lì se ci si sporge, si vede dall’alto
l’intera area blocchi che segue il fiume con evidenti cascatelle e laghetti.
Si estende per una lunghezza di quasi 1 km.
Cinquanta metri dopo il parcheggio, scendere a sinistra su evidenti grossi scalini di cemento dotati di una corda fissa (che spesso ci rubano) e proseguire per la breve pietraia. Arrivati in fondo si incontra la parte più alta dell’area, composta da molti passaggi tutti distribuiti tra il fiume e la pietraia.
Se si vuole scalare nella parte bassa invece, dal parcheggio tornare indietro a piedi sulla strada per circa 400 mt. e scendere a destra su un’evidente sentiero che porta fino al fiume. I diversi settori sono comunque collegati tra loro da
dei sentieri. Generalmente alla base si possono trovare sabbia o pietre, alcuni hanno l’acqua: indispensabili i crash-pad e un compagno che aiuti in caso di caduta.