Binari e... scarponi
di Anna Maria Foli
Oggi si parla molto di ecologia, di rispetto della natura e di eco-compatibilità. Tra le attività che provocano meno impatti negativi sull’ambiente c’è sicuramente l’escursionismo, o la semplice passeggiata in montagna, ma solo se realizzati con la consapevolezza che la presenza dell’uomo non deve modificare e tanto meno danneggiare la natura che lo ospita.
Spesso, però, è necessario raggiungere in automobile il punto di partenza di un’escursione; questa pratica talvolta comporta alcuni inconvenienti, perché le strade di montagna non sono sempre adatte alla presenza di un gran numero di turisti.
Una soluzione? Il treno, naturalmente! Raggiungendo con questo mezzo la località che segna l’inizio della passeggiata si riducono l’inquinamento e lo stress da traffico e la gita parte con una marcia in più. Un libro appena uscito propone venti itinerari che hanno come elemento in comune proprio la possibilità di raggiungere con il treno il punto di partenza dell’escursione: Binari e... scarponi, pubblicato da Neos Edizioni. L’autore, Roberto Bergamino, ottimo conoscitore delle Valli di Lanzo, propone venti escursioni che hanno come punto di partenza una delle località servite dalla linea ferroviaria Torino-Ceres, recentemente ripristinata dopo alcuni anni di inattività. Il testo è arricchito da molte informazioni riguardanti le tradizioni e la storia dei luoghi attraversati, utili per chi frequenta abitualmente la montagna o per chi vuole avvicinarsi a questo ambiente meraviglioso per la prima volta.
Tanto per invogliare i camminatori di tutte le età, ecco un«assaggio», uno degli itinerari «classici» che non può mancare nel programma degli appassionati di montagna ed escursione.
Santuario di Santa Cristina (1340 m)
Tempo di salita: poco più di due ore
Segnavia: cartelli e bolli segnavia.
Difficoltà: E.
Una delle escursioni più frequentate delle Valli di Lanzo.
L’antico santuario, evidentissimo dal fondo valle, è un punto panoramico di prim’ordine e sorge sull’ultimo rilievo della
cresta che separa la Val d’Ala dalla Val Grande. Il santuario, in origine, era costituito da una cappella più piccola che a sua volta sorse, probabilmente, su un pilone votivo. La gita è facile ed è adatta ai giovani che, magari per la prima volta, possono godere della conquista (seppur facile) di una vetta.
Salita: dalla stazione si esce sulla provinciale e si va a destra. Si supera un tornante ignorando la deviazione a sinistra per Vana ed un’altra ripida strada asfaltata e, poche decine di metri dopo, si sale a sinistra, imboccando una scalinata. Si percorre un vialetto tra le ville e poi ancora un’altra scalinata per sbucare su una piazzetta dove, a sinistra, si nota una cappella. Proseguendo la salita si supera ancora un breve tratto scalinato e si attraversa la strada per Ala di Stura, proseguendo diritto per imboccare una breve via che porta ad una piazza con fontana (a destra, prima della piazza, una farmacia ed una edicola). Si prosegue diritto oltrepassando la piazzetta ed imboccando una stretta stradina dalla caratteristica pavimentazione, fino ad entrare in vista dell’antica Torre Campanaria (XI secolo), da non confondersi con la chiesa parrocchiale. Appena prima della torre campanaria imboccare una stradina asfaltata che sale verso sinistra, tra le case (indicazioni). Giunti al termine della strada si prosegue su sentiero, per salire quasi subito a destra (cartelli segnavia) ed iniziare ad inoltrarsi nel bosco. Con alcune svolte si raggiungono e si superano le case di Pian di Ceres (887 m), dove arriva anche una sterrata che parte dalla provinciale della Val d’Ala, nel tratto compreso tra Ceres e Voragno. La salita prosegue nel bosco e si oltrepassa la piccola ed antica Cappella degli Appestati. Da lì, dopo uno strappo più ripido, si giunge alla panoramica chiesetta della Madonna degli Angeli (1020 m).
Si prosegue oltre la cappella e si risale con alcune svolte nel bosco; ignorata una traccia che si allontana verso destra (conduce ad un punto panoramico) si arriva a scavalcare una crestina.
Dopo una breve discesa si riprende a salire (ignorare la deviazione che scende verso destra, alla volta di Monti di Voragno) e si entra in vista del santuario. Un tratto di salita più ripido conduce ad un pilone votivo ed alla scalinata che, se seguita, porta in breve all’evidente Santuario di S. Cristina (1340 m - Poco più di due ore di salita - Difficoltà E). Il ritorno avviene per la via di salita.
La discesa, oltre che lungo la via di salita, può avvenire sul versante opposto, verso Cantoira. Arrivati al fondo della discesa, in vista di Cantoira, si imbocca una sterrata e la si segue verso destra, fino a raggiungere la strada asfaltata che collega Fè di Ceres a Ceres. Seguire la carrozzabile verso destra, in salita, per tornare a Ceres e così alla stazione. Calcolare poco più di un’ora e trenta minuti.
Difficoltà E.