Acqua corrente

di Mauro Carena

Io non credo affatto che l’Italia sia peggiore di altri Stati in materia di capacità imprenditoriali, di qualità morali, di risorse umane e territoriali.

Ritengo si tratti, piuttosto, di una questione di stallo in cui la nostra Repubblica si è venuta a trovare, con una classe politica assolutamente, per la maggior parte, lontana dal Paese reale, avulsa della vita vera.

 

Episodi di corruzione, di inefficienza, di malcostume, possiamo trovarli anche negli altri Stati, ma quello che oggi peggiora la situazione italiana è la presenza di una burocrazia ottusa che mantiene se stessa, di un sistema impositivo esagerato e non in grado di distinguere con giustizia fra i contribuenti ed acchiappare l’evasione, di un sistema partitico assurdo, incapace ed autoreferenziale.

 

I governi sono cambiati, dal centro sinistra al centro destra, e addirittura con i dichiarati federalisti ad occupare le poltrone che permetterebbero le riforme, ma nulla muove.

C’è forse un Comune che ha visto aumentare le proprie autonomie o risorse finanziarie, o decentrate le competenze? C’è stata una differenza vera, non solo dichiarata nei comizi, da Roma ladrona, una riforma che abbia snellito l’apparato pubblico, fatto lavorare i fannulloni?

 

La gente si sente meno vessata dal sistema impositivo, è convinta di pagare tasse per avere servizi equivalenti?

La risposta è no e, dunque, il cambiamento non c’è stato. Qualcuno dirà che non è facile, che occorre ancora tempo, ma allora si abbia la correttezza di non declamare, di non gridare slogan che ingannano la gente perché la gente, tra l’altro, stupida non è.

 

Trent’anni or sono l’arrivo in una manifestazione di un deputato o senatore faceva notizia, averlo in un pranzo, in un incontro, era segno di prestigio, oggi non è più, anzi. Il Parlamento non viene eletto, ma nominato dalle segreterie di partito ed agli elettori rimane solo la possibilità di votare una o l’altra lista, già sapendo chi potrà e chi non potrà essere eletto.

La politica è squalificata: pochi sono gli onesti, meno ancora i capaci e tanti mercanti che dovrebbero essere cacciati dal tempio.

 

Le persone valide, magari solide nella loro posizione sociale ed economica, si tengono alla larga da un sistema dove in gran numero si affollano arrivisti e cavalli bolsi.

Il problema, per circolo vizioso, significa che meno sono i soggetti validi e meno quelli positivi si avvicinano. Così assistiamo a personaggi modesti che dovrebbero decidere per il meglio le leggi necessarie alla nostra società, personaggi i quali, invece, vivono la politica per mantenere se stessi, fare i loro affari, sistemare i parenti e qualche amico, incapaci di progettare, di farsi consigliare, di lavorare. E, quando vengono presi con le mani nella marmellata, le loro difese rivelano tutta la propria pochezza.

 

Nella maggioranza e nell’opposizione gli stessi leader si perpetuano da anni (decenni), altro che spirito di servizio.

Servizio vuol dire che la politica non è un mestiere e la si pratica per passione, avendo già un lavoro e sapendo che dopo qualche anno si torna a fare altro.

Certo che questo immobilismo, questo avvitarsi su se stesso del sistema italiano, ne aggrava la situazione rispetto ad altri Paesi.

In un’epoca in cui l’economia e la società cambiano ancor più rapidamente che in passato, una classe politica inadeguata, autoreferenziale, incapace di occuparsi del proprio compito, fa avvertire il disagio maggiormente.

 

Dunque? Finiremo sempre peggio sino a qualche rivolta popolare che, storicamente, sposta poi il problema da un estremo all’altro?

Dobbiamo invece sperare nei pochi politici all’altezza, i quali saranno degni di passare alla storia se sapranno far crescere nuove generazioni, aprire il sistema, rendere permeabile la politica alla vita, farsi da parte.

Il vero patto con gli elettori è di occuparsi della cosa pubblica per un certo numero di anni con passione e soddisfazione e poi, altrettanto entusiasti, permettere l’avvicendamento.

Perché l’acqua corrente, per definizione, è più limpida, più fresca, dà più energia.

 

Luglio 2010