L’autonomia in Val di Susa, ad esempio….
di Mauro Carena
Il Piemonte ha votato e, indipendentemente dall’essere più o meno lieti dell’esito, tutti concordano si tratti di un risultato che, assegnato per pochi voti di differenza, segna comunque una svolta epocale.
Non è intenzione, in questa sede, esprimere opinioni e giudizi, ma il centro sinistra dovrà veramente rifondarsi. Una vincente come Mercedes Bresso ha perso, donna di grandi qualità e capacità ma forse troppo sicura di sé, circondata da salotti buoni ed intellettuali e presunti tali che non muovono consensi, con apparati e persone ad occupare enti e punti nevralgici dove invece occorrerebbe nuovo dinamismo, slancio, passione. L’impressione è che anche in Piemonte il Partito Democratico sia divenuto un circolo di opinione, con professionisti della politica e poco radicamento nel territorio.
È mancata la passione e le astensioni hanno colpito anche il centro sinistra, incapace di produrre proposte sociali ed economiche alternative e non solo antiberlusconismo, incapace di parlare di futuro e stretto nel dubbio se servano di più i Santoro o i Casini. Sta di fatto che nel dubbio manca slancio, i leader nazionali si alternano dando ulteriore senso d’incertezza e si è alla ricerca di un’anima e d’identità le quali, forse, proprio nella sconfitta possono cercare l’inizio di un percorso diverso.
Vi sono poi i movimenti di Grillo, comico che con le sue liste ha sottratto voti soprattutto alla sinistra. Molti affermano che molti di colori i quali han votato la lista di Grillo non sarebbero altrimenti andati a votare. Sta di fatto che, cominciando dai movimenti NO TAV, si sono assunti la grande responsabilità di affermare che centro sinistra e centro destra fossero uguali.
Vi è poi chi ha vinto, ossia Cota e la Lega e il centro destra: Anche per loro si apre una fase nuova, e non solo perché governeranno, ma perché finisce, specie per la Lega, la fase della protesta e dell’alternativa che tanto bene ha saputo gestire. Il Parlamento e grandi regioni sono ora governate dalla stessa componente politica, con totali possibilità di fare, ma nessuna scusa se non farà.
La Lega specialmente, capace di messaggi tanto semplici quanto diretti ed efficaci nel raccogliere i voti dei delusi della stanca politica, dovrà ora mettere in atto se stessa, rivelandosi forza veramente innovativa, oppure qualunquista e sciovinista.
Per capirci, ci saranno più soldi da amministrare per gli enti locali? Le scuole di montagna, così come la disoccupazione, avranno un approccio nuovo? Si ridurrà il numero degli incarichi pubblici alle stesse persone e verrà semplificata davvero la burocrazia?
Il dato di fatto è la grande mobilità dell’elettorato, sempre meno fidelizzato e sempre più pronto a spostarsi per premiare o per punire, cambiando il voto della volta precedente o non andando ad esercitarlo.
Dunque si apre una grande stagione che, nel bene e nel male, segnerà cambiamenti in tutti gli schieramenti e, proprio in Piemonte, fra vallate e montagne, vedrà uno dei banchi di prova per il centro destra che governerà e per il centro sinistra che dovrà rifondarsi su concetti e soggetti nuovi.
Chi scrive, tra l’altro, alcuni anni or sono aveva depositato in Consiglio Regionale una proposta di legge per garantire alla Valle di Susa autonomia patrimoniale e fiscale. Con altri amministratori, partendo dall’anacronismo che solo alcune Regioni a Statuto Speciale godessero di certi benefici, avevamo proposto, senza necessità di complessi mutamenti costituzionali, che con una serie di provvedimenti legislativi una Valle particolare per economia e infrastrutture presenti, divenisse il primo esempio di nuove fiscalità, così da portare beneficio all’economia locale ed attirare risorse anziché perderle. I risultati non furono positivi, ma oggi il nostro giornale ripropone il tema, sempre attuale e, ovviamente, estensibile a tante altre vallate e località.
Non vogliamo criticare Valle d’Aosta o Trentino Alto Adige, ma le vallate piemontesi meritano provvedimenti che permettano loro nuove condizioni in cui operare.
Marzo 2010
