Noi ci crediamo
di Mauro Carena
Panorami procede da anni in un percorso editoriale coerente e coraggioso. Siamo liberi, non riceviamo finanziamenti che ci condizionino le opinioni o le scelte, raccontiamo le vallate alpine ed un mondo che, sovente, sulla porta di casa rivela angoli meravigliosi di natura, tesori d’arte e cultura, storie di vita, ma anche problemi e tematiche da affrontare.
Abbiamo voglia di pubblicare in positivo perché, secondo noi, c’è bisogno di buone notizie e, comunque, di soluzioni ai problemi. Di solito la cronaca è in cerca di negatività, brutti avvenimenti. Colpa dei giornalisti o dei lettori? In questa mentalità anche le banali vicende quotidiane assumono sempre contorni sensazionali in nero: una valvola dell’impianto termico di una scuola per due ore si blocca ed il quotidiano di turno dedica un pagina (a cosa?), ma se la stessa scuola viene ampliata sino a raddoppiare aule e laboratori per gli scolari la notizia è un trafiletto.
Ecco, Panorami non vuole allinearsi a questa mentalità criticona e pettegola, incapace di svolgere approfondimenti ed inchieste serie che, poi, sarebbero lo scopo vero del giornalismo in un’epoca in cui l’informatica, i telefonini, radio e televisione, le notizie le danno in tempo reale.
Noi siamo convinti che le Alpi occidentali per la loro storia e morfologia rappresentino una regione essenziale nell’Europa e ci impegniamo a scrivere e fotografare per dare il nostro contributo. Proprio le vallate oggi hanno bisogno di modernità, di avere coscienza delle radici ma di volare alto con progetti e prospettive.
La retorica ci mortifica. La retorica di chi rimpiange il buon tempo antico, di chi in enti che dovrebbero occuparsi di montagna cerca un posto politico magari parlando a vanvera di cippato, centrali idroelettriche, legno. La retorica di chi dimentica che la lingua piemontese è patrimonio di 3.140.000 persone e 2 milioni la parlano e, dunque, merita d’essere una lingua ufficiale anziché esclusa dalla legge 482/99. La retorica di chi in politica per il Piemonte non fa molto, forse niente, ma poi agita la paura per gli stranieri, si appella alle tradizioni e si ricorda dei tanti bisogni e meriti di queste terre solo per prendere voti.
Panorami ha conservato nel tempo una sua identità, ha mantenuto ed accresciuto i suoi lettori affezionati ed appassionati. La carta stampata conosce la crisi, i giornali stampano sempre meno copie; noi, nelle nostre dimensioni, al contrario cresciamo e, nel tempo, vediamo riconosciuta la volontà di impegnarci onestamente per i nostri territori, di pensare positivo, di credere che qualcosa possiamo.
E’ ora di innovare e cambiare, non di lamentarsi. Panorami, adesso, si arricchirà molto, con alcuni cambiamenti editoriali, con il medesimo grande impegno dei tanti di prima, con l’entusiasmo dei molti che stanno arrivando. Siamo presuntuosi e, crediamo, ci sia bisogno di noi. Siamo aperti ai Vostri contributi in forma scritta o fotografica, oppure leggete e consigliate di leggere Panorami: fa bene alla mente, ma anche al cuore.
