Quelli che non servono

di Mauro Carena

Immaginiamo la Terra come una grande astronave nello spazio, con circa sette miliardi di passeggeri, nessuna possibilità di alternativa a se stessa e risorse limitate.

Dunque, rispettarla, apprezzarla, valorizzarla e gestirne le stesse risorse diventa fondamentale, ma il problema è che non c’è nessun organismo internazionale in grado di mettere tutti d’accordo sulle decisioni e, pertanto, abbiamo quanto mai bisogno di dialogo, confronto, intesa fra le Nazioni.

 

Panorami è una rivista che racconta un lembo delle Alpi, proprio per il piacere di scoprirle e viverle, ma anche per capirle e conoscere questo angolo di mondo da relazionarsi poi con tutto il resto.

Anche i più recenti studi scientifici ci spiegano come lasciare il nostro Pianeta per sfuggire a problemi ecologici, o al limite delle risorse naturali, non sia possibile.

La questione ambientale non è patrimonio esclusivo di alcuna parte politica, ma necessità per tutti e neppure deve diventare moda o affare.

 

Si diceva che servirebbe un nuovo organismo internazionale con poteri speciali sui problemi ambientali, ma occorre anche capire che il nostro tenore di vita, il nostro benessere, si fonda in gran parte proprio sul consumo di energia.

Così come andare a spiegare a popolazioni meno fortunate che dovranno consumare poco e rinunciare, ancora prima di raggiungerli, ai nostri agi, non sarà facile.

In realtà abbiamo bisogno sostanzialmente di due azioni: stile di vita adeguato e ricerca scientifica seria.

Stile di vita significa, ad esempio, usare i nuovi mezzi tecnologici per evitare spostamenti, o sostituire la carta con la posta elettronica. In casa si sta bene con venti gradi di temperatura e d’inverno ci si mette una maglia, senza pretendere di stare in maglietta come a luglio. Gli uffici pubblici dovrebbero dare il buon esempio.

 

Chiudere i rubinetti dell’acqua e aprirli con moderazione, utilizzare borse e contenitori riutilizzabili, mezzi di trasporto pubblici. Usare lavatrici e lavastoviglie solo se piene, non lasciare aperto il frigorifero e non riempirlo di cibi caldi, produrre pochi rifiuti, cambiare le vecchie finestre, spegnere la luce se non serve, sono alcuni dei modi di risparmio energetico quotidiano che tutti possono attuare. Insomma, mentre le energie alternative e naturali sono scelte individuali ma anche politiche, lo stile di vita è questione personale che dipende solo da noi.

 

Diciamoci però una verità: la sobrietà, la moderazione, il risparmio, erano virtù proprie delle nostre terre, poco abituate a esagerare, a esternare, a ostentare. Molti dei consigli di vita che oggi vengono definiti ambientalisti erano patrimonio comune dei nostri nonni, i quali sapevano quanta fatica occorreva a produrre beni e quanto fosse peccato sciupare. Dunque, uno stile di vita ecologico che ci è proprio e per ritornare al quale non c’è bisogno di spendere soldi in corsi, in furboni che vanno in televisione a raccontare l’ovvio (non lo fanno mai gratis), in sette esoteriche o civiltà lontane: è nostro patrimonio, basta educarci ed educare, basta seguire e far rispettare le regole che ci appartengono storicamente.

 

L’altro aspetto che in materia ambientale offende il buon senso è il continuo allarmismo: tutto è esagerato, il freddo è sempre eccezionale, il caldo è sempre eccezionale. L’effetto serra, il buco nell’ozono, le auto elettriche, i cambiamenti climatici, la fine delle risorse petrolifere, eccetera.

Ora, che cosa può fare la gente comune su questi temi, se non rimettersi ad un’informazione scientifica seria (quante sono le contraddizioni e le opinioni in dissenso?) e a scelte di governo coraggiose e lungimiranti. Dobbiamo investire in ricerca per trovare soluzioni ai mali del nostro Pianeta e far sì che ogni generazione lo lasci meglio di come lo ha trovato. Abbiamo bisogno di buone leggi, fondate sull’attività di buoni scienziati.

 

E anche in questo caso non ci servono finti saputelli che si sono fatti un mestiere redditizio nel ripetere dati cui tutti possono accedere, nel fare previsioni del tempo che oggigiorno chiunque può di suo conoscere, nello spiegare alla povera gente come dovrebbe vivere, viaggiare, consumare, senza ricordarsi che proprio i nostri nonni detestavano chi parlava inutilmente.

 

 

Maggio 2011