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Sfide e opportunità

di Mauro Carena

La montagna non ha bisogno della retorica del buon tempo antico, ma di guardare avanti (e poi, era così buono fra stenti, guerre e miserie?).

 

Superato l’ambientalismo di maniera e riportato l’uomo al centro dell’azione, il territorio non va consumato e neppure svilito rendendolo un parco giochi, od un semplice pezzo di terra in salita.

 

Non esistono, nell’Europa moderna, aree marginali per geografia ed il concetto di Stato centrale e centralista è ormai culturalmente superato. Le nuove tecnologie ci possono aiutare a superare la difficoltà data dalla morfologia, mentre ambiente, acqua, legno, turismo, sono ricchezze che si trovano proprio in montagna.

 

Oggi le sfide dei territori si definiscono green economy e qualità della vita: si può e si deve riuscire, nelle vallate, ad avere istituzioni che divengano strumenti per governare.

 

Il vergognoso attacco mediatico che vede nelle comunità montane e nei piccoli comuni il centro degli sprechi, arriva mentre in altri centri di sperpero vero non s’interviene, ed invece di tagliare dove si deve si getta nel qualunquismo il gettone di presenza di qualche consigliere comunale che già ci rimette di suo.

 

Non servono finanziamenti a pioggia, non servono spruzzate di folclore, ma investimenti e benefici, lavoro vero.

 

Nell’epoca della globalizzazione il locale è sempre più importante e funziona meglio dei grandi apparati burocratici, purché non ci si chiuda nel provincialismo.

 

L’immagine virtuosa è quella di sindaci ed amministratori che sappiano parlare la lingua originaria delle loro terre, ma anche l’inglese, che conoscano i bisogni dell’area amministrata, ma siano all’altezza di progettare, fare politica lungimirante, diventare leader anziché accodarsi ai gusti variabili della folla.

 

Il federalismo vero non è aver paura dell’altro e non farlo entrare in casa propria, ma avere i poteri per organizzarsela la casa.

 

Scuole di montagna che non devono chiudere, patti di stabilità che non devono strangolare i comuni, salotti televisivi dove la montagna abbia finalmente accesso al posto dell’immondizia che sovente viene mandata in onda: queste alcune delle battaglie immediate.

 

Nel frattempo, lo ripeto sempre, qualcuno deve rispondere del perchè solo alcune vallate in Italia godono dei benefici fiscali, degli Statuti Speciali, dei vantaggi economici che, senza toglierli a loro, si dovrebbero concedere a tutti.

 

Settembre 2009