Godere l’estate pensando all’inverno

di Gianna Tuninetti

Una lunga estate fatta di sane camminate tra profumi di lavanda, di tanaceto, di artemisia, di muschi e di resine. Una lunga, luminosa, calda estate che vorremmo non finisse mai. Una lunga, gioiosa  e fiorita estate da portare nel cuore e nell’arredamento delle nostre case cittadine, decorazione perfetta nella casa che ci ospita in montagna.

Basteranno poche fronde di felce o alcuni rami di castagno,correttamente essiccati per donare grazia e freschezza ad un angolo un po’ anonimo, saranno sufficienti alcuni ispidi cardi e qualche pigna posti con eleganza in un contenitore largo e basso per caratterizzare un tavolo rustico.

Ancora qualche ramo di olivella (Hippoae ramnoides) carico di bacche e tralci di rosa selvatica con i suoi cinorrodi rossastri potranno riempire un vaso in cristallo trasparente o debordare da un vecchio cesto di vimini, rendere affascinante un boccale di peltro o il più classico paiolo di rame. .Fragranze di lavanda, di tanaceto, di resina personalizzeranno le nostre case per tutto il resto dell’anno se avremo avuto la pazienza e l’accortezza di raccogliere steli e pigne al momento giusto.

Come si regala un fiore agli amici più cari noi vi offriamo la nostra esperienza per conservar magnificamente fiori e foglie per un anno intero.

Nei sottoboschi di media montagna è facile vedere abbondanti distese di felci: armiamoci dunque di un paio di cesoie e raccogliamone  un gran fascio quando le loro fronde sono ancora verdeggianti

ma ormai consistenti. Distendiamole in orizzontale su un pavimento, possibilmente di legno, alternando tra fronda e fronda numerosi fogli di carta di quotidiano (non patinata) sull’ultimo strato porremo un peso che pressi per bene i rami appiattendoli. Dopo poche settimane le felci saranno perfette per essere poste in un vaso da sole o con altri elementi naturali. Come le felci possono essere preparati rami di castagno.

  Nello stesso sottobosco possiamo trovare grandi cuscini d’erica dai mille minuscoli campanellini rosa-violetto. Belli e fragili. Facilissimi da essiccare, con una avvertenza:dopo l’essicazione basta un niente perché aghetti e fiorellini si stacchino lasciando i rami brulli; in questo caso la nostra composizione floreale si realizza con materiale fresco e poi non si tocca più.

Bellissime sono le carline dalle bratee bianco argento (Carlina acaulis) e gli azzurri cardi pallottola (Echinops ritro). Bellissimi di facile e lunga conservazione, soprattutto i primi, se raccolti quando sono ancora quasi chiusi considerato che anche recisi continuano a maturare fintanto non sono completamente disidratati. Agli uni e gli altri si tolgono le foglie e poi si appendono al buio in luogo ben arieggiato e asciutto.

Con eguale metodo possiamo preparare mazzi di carlina comune (Carlina vulgaris) dai piccoli e numerosi capolini dorati, mazzetti di lavanda e di tanaceto.

Molto decorativi sono anche la maggior parte di ombrellifere ormai sfiorite e con semi ancora acerbi come il cumino dei prati (Carum carvi), le carote e il sedano selvatico (Levisticum officinalis) . Belli e profumati.

Anche i cromatismi molto quieti, tipici del materiale disidratato, possono aggiungere fascino alle nostre composizioni invernali, volendo però una botta di colore ci si può affidare alle diverse tonalità rossastre delle bacche di rosa selvatica, di crespino (Berberis vulgaris) e di olivella.

Il crespino,pur essiccato mantiene le sue foglioline, sbiadendo leggermente, l’olivella, invece, lascia cadere le foglie grigiastre accentuando la bellezza della miriade di piccole drupe arancione fitte come perline di corallo attorcigliate. Anche in questi casi i frutti devono essere ancora acerbi se vogliamo che mantengano meglio colore e consistenza ed consigliabile comporli appena raccolti.

Un fiore splendido è l’Eryngium alpinum blu violetto(comunemente chiamato cardun bleu o regina delle alpi). Pianta protetta e abbastanza rara possiamo coltivarla in giardino e in pieno sole; appena fiorita ne faremo mazzetti da appendere, sempre a testa all’ingiù.

Interessanti sono le leggerissime spighe di graminacee molto comuni, racogliamole in mazzetto e appendiamole.

Per  chiudere ancora due suggerimenti: facciamo gran scorta di pigne, piccole e grandi, di tutti i tipi

Le useremo nelle ghirlande natalizie, mischiate a mele rosse e arance o semplicemente raccolte in un cesto  o nel vaso di cristallo stilizzatissimo.

 Raccogliamo almeno un cardo segnatempo (Carlina  acanhtifolia) mantenendone le belle foglie a raggiera, fatta essiccare in piano la appenderemo sull’uscio di casa e ci dirà se piove o fa beltempo.  

 

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Alcuni acquerelli della pittrice Gianna Tuninetti