Storia delle ferrovie di montagna: una Retica alla francese nel Dauphiné

di Edoardo Tripodi

Nell’attesa della riapertura della Germagnano Ceres (vedi Panorami N° 77 e 79), tratto montano della Ciriè - Lanzo, nota per essere la prima ferrovia italiana elettrificata in c.c. ad alta tensione siamo andati a vedere cosa succede  nella prima linea europea elettrificata in c.c. e cioè la SGLMG.

La sigla, tuttora in uso, prende origine dalle principali località del percorso: Saint Georges de Commiers, La Mure e Gap méta finale in realtà rimasta tale solo nelle intenzioni. La ferrovia, a scartamento metrico  sita nell’Isére fu inaugurata il 24 luglio 1888. Tra il 1903 ed il 1911 fu elettrificata in c.c. a 1200. La linea aerea era un bifilare come sul trifase italiano ma,ai motori  arrivavano  600 volts in cc  effettivi per l’applicazione del cosiddetto sistema “a due ponti”. Nel 1951 a seguito della ricostruzione postbellica tutto il sistema venne semplificato portando la tensione a 2400 volt in cc ed utilizzando un solo filo di alimentazione utilizzando cioè il sistema ad “un ponte”. Di conseguenza sulle locomotive furono montati solo più due  pantografi con uno strisciante in luogo dei quattro originali. Scopo preciso di questi binari   era il trasporto del carbone estratto dalle miniere del  pianoro del Matheysin alle Ferrovie Statali Francesi (SNCF) a St. Georges de Commiers per l’inoltro finale agli utilizzatori.

Non volendo  raggiungere il sito  tramite il tunnel autostradale del Fréjus per goderci il panorama  abbiamo seguito a ritroso le orme di Annibale con un itinerario montano  a tutte curve, ma che ci ha donato in cambio la visione di  un incantevole verdeggiante e roccioso spettacolo alpino. Prima meta è stata Briançon che raggiungiamo dopo il valico del Monginevro (una alternativa per chi proviene da Bardonecchia è l’altrettanto affascinante Passo della Scala). Lasciatoci alle spalle il forte del Vauban ci siamo diretti  verso il Colle del Lautaret e da qui  percorrendo la statale 91 siamo  scesi nel Delfinato  con meta Vizille. Subito dopo tale località si piega a sud  verso St. Georges de Commiers  e dopo pochi Km  incontriamo una   tipica  rotonda francese  sormontata da un carro tramoggia a tre assi trasformato in un grosso vaso per fiori, ancora un breve tratto in salita con qualche tornante ed arriviamo al parcheggio della  stazione che è in comune con la SNCF. Dal 2006 la SGLM fa parte del gruppo Veolia in cui  è confluita  la Connex. Sotto tale precedente direzione, la stessa società che gestiva la linea Nizza- Digne, Le petit Train de la Rhune e La Vapeur du Trieux, la Ferrovia della Mure   è stata rilanciata fino ad  assumere  un suo definitivo e stabile assetto turistico. E’ ormai lontano e  dimenticato  quel 1985 minaccioso di chiusura e che ne proponeva  la salvezza con la messa in servizio  di carrelli trasbordatori per l’inoltro dei vagoni merce  a scartamento ordinario sulla piccola  linea. L’utilizzo turistico era già    timidamente nato  nel 1968, quando già si faceva sentire  l’effetto del declino del trasporto dell’antracite, sulle basi del già esistente minoritario  traffico passeggeri prevalentemente costituito da navette per i minatori. Quindi,  in naturale evoluzione, si è progressivamente sviluppato ed è oggi  l’unico servizio espletato dopo la soppressione del traffico merci avvenuta il 18 ottobre del 1988.   La Chemin de Fer de la Mure è stata definita a ragione  “La più bella ferrovia delle Alpi”.  Trenta Km di scartamento metrico raccontano  la storia di una regione mineraria  immersa nell’ incantevole verde del Delfinato. Quattro patrimoni per una ferrovia, così si possono definire i quattro aspetti che  la SGLMG coniuga in sé, situazione   unica e motivo di  orgoglio per  la vicina  Francia. Essi sono: il patrimonio  ferroviario per l’arditezza  della costruzione ferroviaria del XIV secolo,  quello  della tecnologia della  trazione elettrica in quanto prima linea a c.c. ad alta tensione, quello minerario   ed infine quello turistico per la qualità del paesaggio in cui è immersa. La  naturale e  totale metamorfosi  in linea per soli  passeggeri ad esclusiva  valenza  turistica le ha inoltre valso l’appellativo di “Ferrovia Retica Francese”, anche se a onor del vero sulle piccole linee svizzere esiste ancora il traffico merci. Il materiale in dotazione è  a tutti gli effetti elvetico e dalla vicina Confederazione,  ne è  stata anche recepita  l’evoluzione cromatica dei rotabili che sono  passati dal verde al rosso RhB-FO. Le vetture passeggeri  stile anni ‘30 sono state acquisite in Svizzera a più riprese a partire dal 1988. Le locomotive elettriche  utilizzate sono ancora le cinque T6- T10 (Bo + Bo) del 1933 costruite per la parte elettrica dalla Sécheron di Ginevra e per la parte meccanica dalla A.N.F. di Blanc Misseron in Francia. Anche il voltaggio dell’elettrificazione attuale a 2400 volts in c.c. è la stesso utilizzato dalla Retica  sulla tratta Coira -  Arosa  La sicurezza dell’esercizio è affidata  alle comunicazioni radio, ma fino  al 2002 era ancora  in uso il “bastone pilota”; gli incroci per il passaggio del testimone avvenivano a  La Motte Les Bains. Nel 2008 é stata completamente rifatta la catenaria. L’organizzazione “Connex Tradition”  forte della consolidata attrattiva  ferroviaria  e paesaggistica aveva inserito in alcune corse   nuove sensazioni per  vivacizzare   il  già divertente  viaggio. Si trattava di    rappresentazioni a tema  a bordo dei convogli  che oggi sono state mantenute solo in parte  da Veolia. Sono state invece inserite proposte gastronomiche in treno e gite in battello sul lago di Montmeynard. Il profilo turistico pone anche  una particolare attenzione ai più piccini. Riscuote sempre successo tra i bambini, ma non solo,  lo spiritoso transito  del trenino  nel Tunnel Misterioso, galleria  dove il treno   è circondato  dalle immaginarie creature della miniera: elfi, folletti e draghi. E’ il tunnel notoriamente più lungo della piccola ferrovia e cioè quello della Festinière (1071 m) che dal 1999 è stato attrezzato per   questa simpatica e dinamica performance con delle proiezioni a tipo ombre cinesi. Ancora i più piccoli  durante il viaggio sono invitati a cimentarsi  nel gioco  della ricerca dei Kikédou; a voi scoprire di cosa si tratta.* Al capolinea di La Mure  è stata creata nella stazione  una piccola area giochi  che è delimitata a tergo da uno  sfondo formato dall’esposizione statica dei principali  carri merci usati  per il trasporto dell’antracite. Le attrattive sono completate alla Motte d’Aveillans, stazione di abituale  sosta intermedia, dal Musée de la  Mine Image e dall’Ecomusée de l’Abeille. Sempre a La Mure sono stati posti su un binario morto,  un vagone spazzaneve ed un carro a sponde basse  a tre  assi con bilico. Un convoglio di vagoni  tramoggia Richard  fa da cornice  sull’ultimo binario della stazione di La Motte d’Aveillans come ricordo delle composizioni fisse di 13 carri che impegnavano la linea per far arrivare  l’huile blanc a  St. George de Commiers. Qui si può chiedere di visitare senza grosse formalità il deposito officina, vera manna per gli appassionati. Il  2003 è stato l’anno del centenario dell’elettrificazione, appuntamento che non è stato perso.  La relativa  manifestazione ha avuto come clou  l’esposizione di una locomotiva a vapore. Il filo conduttore della rievocazione   è stato, è proprio il caso di dirlo, il ricordo del passaggio dal carbone nero a quello bianco, cioè all’elettricità. A memoria di quel  29 maggio 1903  è scesa dal Nord al Delfinato la < 0-3-0 T N° 36 Lulu per essere esposta dapprima   il 2 e 3 maggio a Grénoble in forma statica e quindi dal 4 all’11  in forma  dinamica  con accensione a La Mure. Al capolinea  è   diventata   protagonista di brevi corse  nei limiti della  stazione stessa.

Lasciando questi luoghi rimane un qualcosa che da tempo non si avverte  più: il classico e piacevole odore di creosoto emanato dalle traversine di legno ormai scomparso vittima del progresso che  mette  in opera le traverse  di cemento. Questa percezione olfattiva che per un po’ impregna le narici  quando ci si allontana dalla stazione  sembra essere un invito  a  tornare a visitare ancora un’alta volta il mondo di questo   trenino rosso  del passato, ma  preservato, sia pure  con una  discreta modernità  necessaria per vivere nel tempo attuale. Per sintetizzare la Mure in breve si può dire che è  una “ferrovia vera   che consente un divertimento intelligente per grandi, specie se ferromatori, piccini ed una gita rilassante ed inusuale  per la terza età in mezzo ad un tranquillo,fresco  e pittoresco ambiente alpino”.